Ylang in Gold — seta solare sulla pelle
Qui la dolcezza non è appiccicosa: è calda, come la luce sulle spalle alla fine di una giornata lunga.
**Ylang in Gold** di M. Micallef è costruito su un equilibrio raro: densità senza peso. Nei primi minuti si sente un caramello morbido, ambrato, privo di amarezza bruciata, accanto alla rosa e a una trasparente punta agrumata di bergamotto. L’apertura non risulta da dessert; è piuttosto dorata, luminosa. La dolcezza è già tracciata, ma dentro la composizione l’aria continua a muoversi.
Nel cuore il profumo mostra il suo vero nome. L’ylang-ylang è pieno, cremoso, quasi vellutato, con quella rotondità tropicale che ricorda petali scaldati e pelle umida. Il gelsomino porta una luce bianca, il fiore d’arancio una freschezza mielata. Il cocco non trascina verso un’immagine da cartolina: qui è soprattutto materia, una trama lattiginosa e quieta, come crema sfregata tra le dita.
Con il passare delle ore la fragranza si posa più vicina al corpo e diventa più calma. La vaniglia di fondo non suona gourmand da pasticceria; è morbida, epidermica. Il sandalo asciuga la dolcezza con un tratto legnoso, il muschio ricompone tutto in un respiro uniforme e caldo. Nasce così la sensazione di pelle liscia, curata, dove fiori e zucchero non si contendono lo spazio ma si sciolgono l’uno nell’altro.
Uscito nel 2012 e firmato da Jean-Claude Astier, **Ylang in Gold** resta un profumo non da effetto scenico, ma da stato d’animo. Non abbaglia: illumina con continuità, come polvere dorata sulle clavicole.
Se vi attirano i fiori scaldati dal sole e una dolcezza che diventa quasi pelle, vale la pena avvicinarsi a **Ylang in Gold** lentamente, lasciandogli il tempo di aprirsi.