Mademoiselle Ricci — una rosa con un’ombra fresca
Non un abbandono cipriato, ma un gesto floreale nitido, con una scintilla di frutti rossi e un legno discreto
Mademoiselle Ricci, creato da Alberto Morillas nel 2012, ruota attorno alla rosa — ma non a una rosa vellutata, densa, da sera. Qui è più sottile, più fresca, quasi da giardino: la rosa selvatica nelle note di testa si apre con pepe rosa e lampone. Il pepe dà un riflesso secco, leggermente pungente; il lampone non porta una dolcezza da confettura, ma un succo rosso trasparente che lascia presto spazio ai petali.
Il cuore è costruito in modo insolito. La rosa canina continua il tema rosato, ma lo rende meno salottiero e più vivo, con un respiro verde di steli e un accento appena tannico. L’oleandro aggiunge una superficie floreale liscia, quasi cremosa, mentre l’alloro introduce una lieve amarezza e una linea più severa. È proprio questo dettaglio a trattenere la fragranza dalla sentimentalità facile: c’è postura, c’è pausa, c’è una sobrietà luminosa.
Nel fondo, il profumo si avvicina alla pelle e si fa più quieto. Il muschio è pulito, non saponoso; i legni chiari e il cedro danno una trama asciutta e regolare, come una scatola di legno scaldata dal sole. La violetta porta un’ombra cipriata e fresca, mentre l’ambra lascia una scia morbida, dorata, senza dolcezza appiccicosa. Tutto insieme suona composto e sereno, come un tessuto che mantiene bene la forma.
È una fragranza non da ingresso teatrale, ma da giorni in cui si cerca chiarezza nelle sensazioni: rosa con spine, frutto rosso senza dessert, legno senza peso. Qui c’è femminilità senza enfasi e morbidezza con un asse interiore ben saldo.
Fermati un momento accanto a **Mademoiselle Ricci** per sentire come, qui, la rosa diventa non un ornamento, ma una voce.